Articolo a cura del Dottor Raffaele Grasso
Dolore al Ginocchio: Dalla Diagnosi Avanzata alla Cura Biologica
Il menisco è l’ammortizzatore fondamentale del nostro ginocchio. Quando si rompe o si infiamma, la chirurgia non è l’unica strada. Nella moderna ortopedia sportiva, il concetto chiave è “Joint Preservation“: preservare l’articolazione utilizzando ogni arma a disposizione, dalla biologia alla tecnologia mini-invasiva.
Ecco come distinguo il percorso di cura per i miei pazienti, differenziando tra gestione conservativa, rigenerativa e chirurgica.
1. Capire il Danno: I Tipi di Lesione
Non tutte le “rotture” richiedono il bisturi. È fondamentale distinguere tra:
• Lesioni traumatiche (es. Manico di Secchia, Radiali, Orizzontali, Complesse, etc):
Tipiche dello sportivo, spesso bloccano il ginocchio e richiedono un intervento di riparazione.
• Lesioni degenerative:
Legate all’usura, spesso rispondono alle cure biologiche.
• Lesioni della Radice (Root Tears):
Subdole e pericolose, equivalgono funzionalmente alla perdita del menisco e vanno quasi sempre riparate chirurgicamente.
2. La Diagnosi 2.0: Oltre la Risonanza e il “Nanoscopio”
La Risonanza Magnetica è la base, ma talvolta non dice tutto. Per i casi dubbi o per gli atleti che necessitano di risposte immediate, utilizzo una tecnologia d’avanguardia: il Nanoscopio (Needle Arthroscopy). Si tratta di una telecamera sottile come un ago che permette di guardare dentro il ginocchio in anestesia locale. È una procedura utile per i professionisti dello sport o per pazienti che necessitano di una diagnosi di certezza assoluta senza subire lo stress biologico di un intervento chirurgico tradizionale. È il ponte ideale tra la visita clinica e la sala operatoria.
3. Il Potere della Biologia: Infiltrazioni e Medicina Rigenerativa
Prima di pensare alla chirurgia, o per supportarla, abbiamo a disposizione potenti alleati biologici per spegnere l’infiammazione e nutrire la cartilagine:
• Cortisone:
Utile come “estintore” per il dolore acuto e l’infiammazione severa, ma da usare con parsimonia.
• Acido Ialuronico:
Funziona come un lubrificante per l’articolazione (“viscosupplementazione”), migliorando lo scorrimento e riducendo l’attrito.
• PRP (Plasma Ricco di Piastrine):
Preleviamo il sangue del paziente, lo centrifughiamo e iniettiamo i fattori di crescita concentrati nel ginocchio. È un potente stimolo rigenerativo naturale.
• Cellule Staminali Mesenchimali:
La frontiera più avanzata. Prelevate dalla cresta iliaca o dal tessuto adiposo del paziente stesso, sono indicate per supportare la guarigione (come quella di una sutura meniscale).
4. La Soluzione Chirurgica: “Save the Meniscus”
Se la chirurgia è necessaria, l’obiettivo è sempre salvare il tessuto originale. Utilizzo tecniche di sutura meniscale all-inside (senza tagli esterni) per ricucire lo strappo.
Ma cosa succede se il menisco è stato già rimosso in passato o è distrutto? Oggi esiste una soluzione anche per questo: il Trapianto di Menisco (Meniscal Allograft Transplantation). È una procedura complessa e affascinante in cui impiantiamo un menisco nuovo da donatore, ridando al ginocchio il suo ammortizzatore perduto. È l’opzione ideale per il paziente giovane che vuole evitare la protesi e tornare a una vita attiva.
Conclusione Dal PRP alla riparazione robotica, passando per il trapianto: oggi abbiamo gli strumenti per non arrenderci al dolore. Una visita specialistica accurata è il primo passo per disegnare il percorso su misura per il tuo ginocchio.
Articolo a cura del Dottor Raffaele Grasso