Diverticolite, come affrontarla

I diverticoli consistono in protusioni della parete dell’intestino, simili a piccole sacche che si posizionano generalmente nella parte sinistra del colon e in particolare nel colon sigmoideo. La loro presenza non si percepisce sempre, a meno che non si verifichi la comparsa di sintomi che prospettano una progressione verso una delle complicanze della diverticolosi. La malattia diverticolare si presenta raramente prima dei 30 anni.

È più facile riscontrarla dopo i 60 anni, ancor di più fra gli 80 e i 90 con una leggera prevalenza delle donne sugli uomini.

PERCHE’ SI FORMANO I DIVERTICOLI
Non si è a conoscenza con precisione di ciò che causa la malattia diverticolare. Essa è tuttavia nota come la “malattia del benessere” in quanto interessa soprattutto le popolazioni dell’occidente, la cui alimentazione è progredita verso il consumo, talvolta esagerato, di carni lavorate, farine raffinate e diete a basso contenuto di fibre. Ciò comporta un incremento della consistenza delle feci che genera un’alta pressione all’interno del lume del colon. A livello della mucosa del colon, nei punti in cui questa è attraversata dai vasi sanguigni, nel tempo, tale pressione crea un cedimento della parete del viscere, andando a formare dunque i diverticoli. Nella maggioranza delle situazioni, il numero dei diverticoli e la loro estensione sono destinati a crescere nel tempo, iniziando ad interessare inizialmente il sigma ed allargandosi a tutto il colon di sinistra.

QUALI SONO I SINTOMI DELLA DIVERTICOLITE
Sovente i diverticoli non presentano sintomi e ci si rende conto della loro presenza solamente quando si verifica uno stato infiammatorio chiamato diverticolite. Questa ipotesi si presenta nei portatori di diverticolosi colica.

La malattia diverticolare fino a quando è silente non generale problematiche, ma può evolvere verso complicanze che possono richiedere l’intervento chirurgico anche con una certa celerità. Le complicanze più preoccupanti sono: l’infiammazione, il sanguinamento, ascessi e fistole, l’occlusione dell’intestino o la perforazione intestinale con successiva peritonite. In numerosi casi la malattia diverticolare non ha sintomi ma quando si comincia ad avvertire dolore e spasmi nella parte addominale inferiore sinistra, siamo di fronte ad una patologia con dei sintomi, la cui evoluzione può essere pericolosa. La comparsa di un dolore insistente, febbre, vomito, alterazione della defecazione, diarrea e sanguinamento del retto con disturbi urinari associati, può indicare una progressione verso una forma infiammatoria: la diverticolite. Se non riconosciuto per tempo, il processo di infiammazione può avere peggioramento evolvendo verso la formazione di ascessi addominali, sino alla complicanza più ostica: la perforazione del colon.

COME CURARE LA DIVERTICOLITE
In tante situazioni l’attacco infiammatorio acuto (diverticolite), può essere superato con terapia medica e antibiotica, pur richiedendo il ricovero ospedaliero per qualche giorno al fine di controllare la situazione clinica del pazienza ed evitare altri peggioramenti. Dopo aver risolto positivamente l’attacco acuto esclusivamente con la terapia medica, c’è la possibilità che possano presentarsi ulteriori e reiterati episodi di infiammazione.

CONSEGUENZE DELLA DIVERTICOLITE
Ogni volta che l’infiammazione anche se lieve è risolta, all’altezza della parte del colon interessata, si crea un tessuto fibrotico cicatriziale che nel corso del tempo e degli stati infiammatori reiterati, può dare origine a stratificazioni e ingrandirsi sino a chiudere progressivamente il lume del colon, non consentendo il passaggio delle feci ed essendo cagione di una occlusione intestinale.

COME EFFETTUARE LA DIAGNOSI
La malattia diverticolare, come detto, sovente è asintomatica pertanto la diagnosi è eseguita clinicamente nel momento in cui il paziente arriva in ospedale a causa della comparsa dei sintomi connessi allo stato infiammatorio dei diverticoli: la diverticolite. Già dalla visita medica, il chirurgo sospetterà clinicamente una diverticolite e la presenza di alterati marcatori dell’infiammazione negli esami ematochimici confermeranno del sospetto clinico. La diagnosi strumentale è indicata nei casi in cui i forti sintomi addominali e gli elevati marcatori dello stato infiammatorio, possano far sospettare la presenza di ulteriore complicanze della diverticolite. Nella fase acuta e nei casi in cui clinicamente appropriato, la TAC di addome e pelvi può dare importanti informazioni rispetto all’entità del coinvolgimento infiammatorio del colon e la presenza di complicanze di interesse del chirurgo. Se la diverticolite interessa il colon in un processo di infiammazione lieve, si preferisce superare la situazione infiammatoria acuta e rinviare lo svolgimento degli esami diagnostici strumentali a distanza di circa otto settimane. In questa situazione sarà fatta una colonscopia con cui si potrà controllare sul monitor la presenza dei diverticoli e verificare eventuali restringimenti del lume colico provocati dalle passate infiammazioni. Nelle persone più anziane o che non vogliono sottoporsi a colonscopia, un’ottima alternativa diagnostica è rappresentata dalla colon-TAC virtuale.

QUALE TERAPIA CONSIGLIARE
In caso di malattia diverticolare, la terapia farmacologica è capace di migliorare sintomi e di prevenire sia gli attacchi frequenti che diminuire la possibilità di complicanze cagionate dalla diverticolite. Il più grande ausilio terapeutico si ha adottando una dieta ricca di fibre e seguendo un’idonea e abbondante idratazione. Tutti metodi che generano le condizioni giuste per consentire evacuazioni di consistenza soffice e più veloce, scongiurando in questo modo che le feci, rimanendo a lungo nel colon, creino quell’incremento di pressione endoluminale che peggiora la malattia diverticolare.

Nelle situazioni in cui il chirurgo lo ritiene giusto, infatti, in quanto la patologia presenta caratteristiche pericolose, si preferisce sottoporre il paziente ad un ricovero ospedaliero in quanto esiste la possibilità che si possa sviluppare una condizione più articolata della “semplice” diverticolite. In questa situazioni, infatti, la progressione veloce della situazione clinica può portare anche alla decisione di intervenire chirurgicamente con urgenza.
Dott. Filippo Pierangeli Specialista in Chirurgia Generale, Addominale e Proctologica Specialista in Chirurgia Bariatrica

po Pierangeli Specialista in Chirurgia Generale, Addominale e Proctologica Specialista in Chirurgia Bariatrica