Cause e rimedi in caso di Condropatia femoro rotulea

La condropatia femoro rotulea è una patologia che colpisce la cartilagine che riveste la rotula e la troclea femorale. Il tessuto cartilagineo si riduce a causa di fenomeni degenerativi o traumatici. Sovente entrambe le condizioni possono coesistere.
La condropatia femoro rotulea si presenta con dolore nella zona rotulea, accompagnata dal rumore di crepitio o scroscio quando si muove il ginocchio. Quest’ultimo è un’articolazione composta da tre parti ossee. La rotula gestisce l’asse di funzionamento del quadricipite, prima che si innesti sulla zona di aggancio tibiale chiamata tuberosità tibiale. Il femore e la tibia non si presentano allineate al cento per cento, per questa ragione non lo è nemmeno il quadricipite; se considerassimo quest’ultimo nelle sue porzioni di giunzione osteotendinee, ciò darebbe origine ad un disallineamento. e ad una sublussazione in occasione di ogni movimento, facendo perdere forza ed efficacia. Si può, quindi, dire che la rotula genera un adeguamento dinamico correttivo durante l’articolarità tra femore e tibia. I carichi compressivi e di trazione sulla rotula sono decisamente importanti, tali da non permettere alla rotula di poter mantenere da sola un’idonea posizione nel movimento di scivolamento e traslazione. Per queste ragioni è guidata e trattenuta dal bordo condilineo femorale esterno, che è più sviluppato e dai legamenti alari che trattengono la rotula rispetto ai due condili femorali, assicurandone il corretto movimento ma anche il mantenimento della corretta posizione all’aumentare della forza di trazione del quadricipite.
Come guida al movimento della rotula rispetto al femore, troviamo una cresta sulla parte interna della stessa, che si posiziona in uno spazio fra i condili femorali, dando la direzione al movimento della rotula quando è trazionata dal quadricipite durante la flessione del ginocchio.
La porzione interna della rotula è rivestita di cartilagine e ha la funzione di proteggere la parte ossea, di agevolarne lo scivolamento e di ridurne gli attriti.

Causa
La condropatia femoro rotulea si verifica quando si genera ripetutamente una disarmonia durante il movimento articolare di piegamento del ginocchio e del suo ritorno all’estensione, associato ai movimenti minori di accomodamento in rotazione interna ed esterna. La cartilagine per effetto compressivo sui condili femorali e sui bordi della gola intercondiloidea, sarà oggetto di una modificazione da sfregamento e da compressione che comprometterà l’integrità della stessa cartilagine, con iniziali fessurazioni sulla sua superficie. Il rumore durante il movimento e il conseguente dolore sulla zona della rotula sono da collegare al fenomeno appena descritto. La dolorosità è legata ai nocicettori intrarticolari che vengono attivati dall’incremento della sensibilità ossea non più adeguatamente ricoperta e protetta dalla cartilagine, dal gonfiore e dallo stato infiammatorio che si presenta nella zona periarticolare per irritazione dei tessuti molli capsulari e sinoviali. Anche i menischi fanno fatica a mantenere la stessa funzionalità, in quanto allorquando la rotula perde la sua normale funzione, i condili femorali daranno vita ad un movimento di adattamento sulla tibia e i menischi proveranno a compensare per quanto possibile, determinando un risentimento sulla zona della capsula articolare interna e sul legamento collaterale interno

Diagnosi
La diagnosi clinica comprende un test primario della rotula e delle sue condizioni, che sarà accompagnato da una valutazione clinica dei menischi, della capsula articolare e del legamento collaterale interno.
Un esame di risonanza magnetica evidenzierà lo stato della rotula nella sua posizione, nel rapporto di vicinanza rispetto alla gola intercondiloidea, lo stato in essere della cartilagine e dei tessuti periarticolari rintracciando un’eventuale infiammazione o edema. Può essere utile anche una tac per valutare i rapporti tra rotula, femore e tibia

Rimedi
La cura farmacologica prevede l’assunzione di antinfiammatori non steroidei, da associare nell’eventualità ad infiltrazioni di acido ialuronico per ridurre lo stato infiammatorio e aumentare la viscosità articolare.
Si può anche mettere del ghiaccio, nel momento in cui il gonfiore è rilevante o a scopo preventivo dopo un’intensa attività fisica.
La fisioterapia e l’osteopatia possono avere effetti benefici sul ginocchio, in caso di condropatia. Ciò è spiegabile dal fatto che l’attività fisioterapica riesce a ristabilire l’equilibrio dei muscoli del quadricipite rispetto alla catena posteriore dei muscoli ischiocrurali. Può, altresì, far ritrovare una sinergia dell’anca rispetto al bacino e all’aspetto posturale vertebrale, in modo tale da scaricare il ginocchio e la rotula da comportamenti di forte flessione. La fisioterapia e l’osteopatia possono anche favorire l’equilibrio del lavoro della rotula rispetto ai legamenti interessati, con riferimento alla capsula articolare e ai menischi, in modo tale da recuperare una qualità di movimento importante nella vita di tutti i giorni. È possibile riscontrare effetti positivi che si concretizzano anche nella riduzione del gonfiore, in quanto le attività suddette favoriscono il drenaggio della parte linfatica o vascolare venosa, che ha congestionato l’articolazione.
In conclusione, è possibile dire che la condropatia femoro rotulea è una patologia anatomico degenerativa che non regredisce, è tuttavia possibile gestirla in modo tale da rallentarne il percorso rispetto al naturale invecchiamento.

Dr. Maurizio Radi
FisioterapistaOsteopata

Dr. Marco Fravisini
Medico Chirurgo
Specialista in Ortopedia e Traumatologia
Specialista in Chirurgia del Ginocchio