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La cervicobrachialgia

Che cosa si intende con il termine cervicobrachialgia?

Dal punto di vista strettamente letterario il termine cervicobrachialgia significa dolore al collo e lungo il braccio. Scientificamente, invece, si intende una condizione patologica in cui sono compresi dolore del rachide cervicale e compressione di una o più radici nervose spinali cervicali con irradiazione del dolore fino alle dita della mano; questi due sintomi possono essere accompagnati da rigidità e limitazione articolare. Talvolta, a questo quadro clinico si associa anche cefalea.

Qual è la causa che scatena la cervicobrachialgia?

La cervicobrachialgia è provocata da un’infiammazione delle radici nervose del plesso cervicale, che di conseguenza irradiano il dolore lungo il braccio, questa infiammazione può essere generata da diversi fattori:
– presenza di ernie o protrusioni discali che comprimono la radice del nervo
– artrosi cervicale, che può portare alla formazione di osteofiti e alla stenosi del canale vertebrale
– colpo di frusta
– fratture vertebrali
– malattie reumatiche come l’artrite reumatoide
– tumori sul tratto cervicale che provocano compressioni sulle radici nervose

Quali sono i nerv interessati nella cervicobrachialgia?

I nervi interessati nella cervicobrachialgia sono 3:
– nervo ulnare
– nervo radiale
– nervo mediano

Come viene diagnosticata la cervicobrachialgia?

La diagnosi di cervicobrachialgia viene fatta dal medico attraverso un’anamnesi clinica e una valutazione fisica del paziente.
Se lo ritiene opportuno, il medico può richiedere esami diagnostici come radiografia, risonanza magnetica ed elettromiografia per confermare o escludere le cause sospette che hanno provocato la cervicobrachialgia.

Come si cura la cervicobrachialgia?

Talvolta, prima di intraprendere un percorso terapeutico per tornare ad una condizione di normalità è necessario intervenire chirurgicamente a livello del rachide cervicale, ma, fortunatamente, nella maggior parte dei casi un percorso fisioterapico adeguato e personalizzato porta alla soluzione dei sintomi dolorosi e ripristina la corretta funzionalità del rachide cervicale.
Il percorso fisioterapico si può dividere in 3 fasi:
– l’obiettivo della prima fase è quello di ridurre il dolore attraverso la combinazione di trattamenti di terapia manuale, mirati per ridurre la compressione della radice nervosa, e l’utilizzo di elettromedicali che produrranno un importante stimolo biologico per alleviare il dolore e l’infiammazione
– la seconda fase è destinata al recupero della mobilità articolare tramite terapia manuale effettuata dal fisioterapista ed esercizi, prima assistiti e poi attivi, che il paziente dovrà svolgere sia in ambulatorio che a domicilio
– la terza fase è destinata al recupero dell’equilibrio tra forza e funzionalità dei muscoli e delle articolazioni interessate, che porterà infine ad un programma di stabilizzazione dei risultati, che permette al paziente di mantenere nel tempo il proprio benessere ripristinato grazie al percorso terapeutico.


Fisioterapista