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Le onde d’urto per la tendinopatia della spalla

La “tendinopatia calcifica” è una causa molto comune nel dolore alla spalla nella popolazione adulta. Si presenta tipicamente con un dolore intensissimo senza nessuna giustificazione apparente compromettendo talvolta anche le attività più semplici.

Come mai si sviluppa la tendinopatia calcifica alla spalla?

Nessuno è riuscito ancora a trovare la causa di questo fenomeno. Sono state ipotizzate diverse teorie che correlano la tendinopatia calcifica con l’ipotiroidismo, senza però dimostrare un’associazione esclusiva con questa disfunzione endocrina. Può essere dovuta anche ad un’infiammazione cronica del tendine o a un sovraccarico continuo della spalla. Si tratta sostanzialmente di una malattia che il medico chiama “idiopatica”, in parole povere si sa che cosa è ma non si sa esattamente perché viene.

Perché trattare le calcificazioni della spalla?

Fino a questo momento abbiamo capito che la tendinopatia calcifica non è grave ma è poco prevedibile nel suo andamento. Nessun trattamento è obbligatorio nella tendinopatia calcifica della spalla, il suo solo scopo è ridurre il dolore ed evitare un danno troppo elevato al tendine in cui la calcificazione si sviluppa. A tale scopo esiste la possibilità di trattamento con le onde d’urto focalizzate.

Quanti trattamenti e cosa devo aspettarmi dalle onde d’urto focalizzate  ed eco-guidate?

Normalmente le sessioni di trattamento comprendono dalle 3 alle 5 sedute, distanziate di una settimana dall’altra. Il trattamento dura circa 10 minuti e non è esente dal causare un leggero dolore, che scompare non appena la seduta termina.

Come si svolge il trattamento? 

Nelle onde d’urto focalizzate l’onda sonora, generata dal trasduttore, colpirà con precisione il punto in cui si ha dolore e alla profondità precedentemente misurata con l’utilizzo dell’ecografo. L’aggregazione di sali di calcio (calcificazione) andrà a disgregarsi in modo da attivare un processo di riassorbimento della stessa e un abbassamento dei livelli di flogosi da essa generata.
L’onda sonora prodotta non genera né tumefazione né tantomeno va ad intaccare tessuti sani in quanto colpisce con esattezza la parte interessata, portando al minimo gli effetti collaterali.
Normalmente, a distanza di un mese dal trattamento si esegue un controllo ecografico per monitorare il risultato ottenuto. Pianificando un corretto percorso di recupero dell’articolazione della spalla, è bene associare alla terapia con onde d’urto anche una corretta riabilitazione mediante esercizi di: Fisiokinesiterapia Passiva, riabilitazione in acqua, esercizi “propriocettivi” e di rinforzo muscolare. Se necessario si può applicare anche la fisioterapia strumentale (tecar, laser alta potenza, US) di supporto.