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L’importanza delle creme solari

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Articolo a cura del Dr. Matteo Bevilacqua – Medico Chirurgo Specializzato in Dermatologia e Venereologia

La prevenzione del melanoma nel bambino e nell’adulto: l’importanza delle creme solari

Il melanoma rappresenta un rilevante problema per la salute pubblica a livello mondiale1. Almeno due terzi dei casi di melanoma nelle popolazioni con cute poco pigmentate (Fototipo I, II e III) nel mondo possono essere attribuiti all’esposizione alle radiazioni ultraviolette (UV) provenienti sia da fonti naturali che artificiali2. Sia le radiazioni ultraviolette del sole che i lettini abbronzanti sono classificati come cancerogeni per l’uomo dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca sul Cancro (IARC) dell’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità)3. Le radiazioni ultraviolette responsabili di eritemi solari, “photoaging” e fotocarcinogenesi sono le UVA e UVB3.

Quali sono I tipi di creme solari?

Le creme solari sono preparazioni topiche contenenti filtri che riflettono o assorbono le radiazioni nella gamma di lunghezze d’onda ultraviolette4.

Quelle ad ampio spettro sono generalmente combinazioni di prodotti in grado di assorbire sia le radiazioni ultraviolette B (UVB) sia le radiazioni UVA4.

Sono classificate in organiche che includono una varietà di composti aromatici in grado di assorbire le radiazioni UV e convertirle in una quantità trascurabile di calore e inorganiche che comprendono composti minerali come l’ossido di zinco, ritenuti capaci di riflettere e disperdere la luce UV4.

Sono prodotte sotto forma di crema, gel, emulsione, spray, siero o stick.

Chi dovrebbe usare la crema solare?

Tutti gli individui, indipendentemente dal fototipo cutaneo, sono soggetti ai potenziali effetti avversi delle radiazioni ultraviolette e traggono beneficio dall’uso delle creme solari5.

Tuttavia, le creme solari sono particolarmente utili per le persone con pelle chiara (fototipi I, II e III), che sono più suscettibili agli effetti avversi acuti (scottature solari) e cronici (fotoinvecchiamento, tumori della pelle) dell’eccessiva esposizione al sole5. Le persone con pelle poco pigmentata dovrebbero utilizzare regolarmente creme solari ad ampio spettro con un fattore di protezione solare (SPF) pari o superiore a 50 durante le attività all’aperto in condizioni di tempo soleggiato, soprattutto nelle regioni con elevata insolazione5.

Di cosa dobbiamo tenere conto quando compriamo una crema solare?

Il fattore di protezione solare (SPF) misura principalmente il livello di protezione contro le radiazioni ultraviolette B (UVB) e ultraviolette A2 (UVA2) ed è basato sul rapporto tra la dose minima eritematosa sulla pelle protetta dalla crema solare e quella sulla pelle non protetta6.

I valori numerici definiscono il grado di protezione di un filtro solare, indicando l’estensione dei tempi di esposizione al sole dell’area adeguatamente trattata (es. un fattore di protezione 30 aumenterà di 30 volte la durata di esposizione al sole della pelle trattata prima che si evidenzi un eritema)6. Sono preferibili le creme solari ad ampio spettro che offrono una protezione sufficiente contro i raggi UVB (290–320 nm), UVA2 (320–340 nm) e ultravioletti A1 (UVA1; 340–400 nm) rispetto ai prodotti contenenti solo filtri UVB, poiché sia gli UVA sia gli UVB sono coinvolti nel fotoinvecchiamento cutaneo e nella fotocarcinogenesi6. La resistenza all’acqua (e al sudore) è una caratteristica fondamentale da considerare nella scelta di un prodotto solare da utilizzare durante il lavoro o la pratica di attività sportive o ricreative all’aperto7.

I termini “resistente all’acqua” e “molto resistente all’acqua” indicano che l’SPF viene mantenuto rispettivamente dopo 40 o 80 minuti di attività in acqua o di sudorazione7. La resistenza all’acqua dipende dal veicolo in cui la crema solare è formulata, nonché dal principio attivo stesso7. Alcuni tipi di creme solari richiedono alcuni minuti dopo l’applicazione per consentire al prodotto di formare un film resistente all’acqua7.

Inoltre, da un punto di vista cosmetico e di praticità, fattori come texture, assorbibilità, assenza di untuosità, profumo gradevole e asciugatura rapida svolgono un ruolo importante nella scelta del consumatore.

dermatologia in età pediatricaCome ci si comporta per la popolazione pediatrica e pazienti con una patologia dermatologica?

L’American Academy of Pediatrics raccomanda di evitare l’uso di prodotti solari nei lattanti di età inferiore ai sei mesi7.

Tuttavia, quando non sono disponibili un’adeguata protezione con indumenti e l’ombra, è possibile applicare una quantità minima di crema solare con SPF di almeno 30 su piccole aree, come il viso del neonato e il dorso delle mani7. Poiché i lattanti hanno una barriera cutanea immatura, i prodotti solari dovrebbero essere non irritanti per la pelle e gli occhi e avere un basso potenziale di sensibilizzazione7. Le emulsioni oleose di filtri inorganici sono preferite rispetto ai filtri organici per lattanti e bambini, poiché offrono una protezione ad ampio spettro e presentano un minimo potenziale di irritazione, sensibilizzazione e penetrazione cutanea7.

Si ricorda inoltre che I melanomi cutanei possono svilupparsi come conseguenza di scottature solari avvenute durante l’infanzia o l’adolescenza8.

È stata dimostrata una relazione causale significativa tra le ustioni solari in età pediatrica e un aumento del rischio di melanoma cutaneo maligno8. Inoltre, le scottature non incrementano solo il rischio di melanoma, ma anche quello di altri tumori cutanei, come il carcinoma basocellulare e il carcinoma squamocellulare8. La pelle dei bambini piccoli è più sottile e sensibile rispetto a quella degli adulti, e quindi più esposta ai danni provocati dai raggi UV. Questo li rende particolarmente vulnerabili a scottature e altre lesioni cutanee.

Inoltre, il loro sistema immunitario è ancora in fase di sviluppo, il che riduce la capacità di contrastare i danni indotti dalle radiazioni ultraviolette. I bambini, infine, hanno una minore capacità di regolare la temperatura corporea rispetto agli adulti: per questo un’esposizione prolungata al sole aumenta il rischio di colpi di calore e disidratazione.

Esistono poi creme solari specifiche per pazienti con alcune patologie dermatologiche come l’acne dove componenti come la nicotinamide, aiutano ad avere un effetto antiossidante e seboregolatore; la dermatite atopica dove una componente emolliente contribuisce a rinforzare la barriera cutanea e infine le cheratosi attiniche dove creme solari con combinazione di enzimi riparatori endonucleasi e glicosilasi contribuiscono a prevenire e riparare i danni solari che predispongono alla formazione di lesioni premaligne cutanee.

 

come applicare la crema solareCome si applica una crema solare e quali sono gli accorgimenti che dobbiamo avere per una corretta prevenzione?

Per ottenere il valore completo del fattore di protezione solare (SPF) indicato sull’etichetta del prodotto, è necessaria una quantità di crema solare pari a 2 mg/cm² per coprire la pelle esposta al sole di un adulto. Da un punto di vista pratico, si può applicare la regola del “teaspoon” dove 1 cucchiaino equivale ad 1 ml di prodotto e la distribuzione risulta la seguente: circa 1 cucchiaino (valutato visivamente) di crema solare su viso e collo, un totale di 2 cucchiaini sul torace anteriore e posteriore, 1 cucchiaino su ciascun arto superiore e 2 cucchiaini su ciascun arto inferiori. Il timing dell’applicazione è importante. Le creme solari dovrebbero essere applicate da 15 a 30 minuti prima dell’esposizione al sole per consentire la formazione di un film protettivo sulla pelle. È necessario riapplicarle almeno ogni due ore poiché dopo questa finestra di tempo, perdono di efficacia. Inoltre, va sempre ricordato che la crema solare va applicate anche all’ombra perché I raggi UV possono essere riflessi da varie superfici, come sabbia, acqua, cemento e neve. Di conseguenza, anche quando si è all’ombra, si può comunque ricevere una quantità rilevante di radiazioni ultraviolette riflesse. Infine, bisogna fare attenzione all’acqua in quanto come superfice riflettente, è in grado di riflettere i raggi solari con maggiore intesità rispetto a quando si è su superfici non riflettenti.

References

1. Siegel RL, Miller KD, Jemal A. Cancer statistics, 2019. CA Cancer J Clin. 2019;69(1):7-34. doi:10.3322/caac.21551
2. Raimondi S, Suppa M, Gandini S. Melanoma Epidemiology and Sun Exposure. Acta Derm Venereol. 2020;100(11):adv00136. doi:10.2340/00015555-3491
3. International Agency for Research on Cancer. IARC Monograph on the Evaluation of Carcinogenic Risks to Humans. Vol 100. Geneva, Switzerland: World Health Organization Press; 2012. http://monographs.iarc.fr/ENG/Monographs/vol100D/mono100D.pdf (Accessed on March 21, 2018)
4. Pantelic MN, Wong N, Kwa M, Lim HW. Ultraviolet filters in the United States and European Union: A review of safety and implications for the future of US sunscreens. J Am Acad Dermatol. 2023;88(3):632-646. doi:10.1016/j.jaad.2022.11.039
5. Petersen B, Wulf HC. Application of sunscreen–theory and reality. Photodermatol Photoimmunol Photomed. 2014;30(2-3):96-101. doi:10.1111/phpp.12099
6. Kohli I, Nicholson CL, Williams JD, et al. Greater efficacy of SPF 100+ sunscreen compared with SPF 50+ in sunburn prevention during 5 consecutive days of sunlight exposure: A randomized, double-blind clinical trial. J Am Acad Dermatol. 2020;82(4):869-877. doi:10.1016/j.jaad.2019.09.018
7. Li Y, Wu J, Cao Z. Childhood sunburn and risk of melanoma and non-melanoma skin cancer: a Mendelian randomization study. Environ Sci Pollut Res Int. 2023;30(58):122011-122023. doi:10.1007/s11356-023-30535-3
8. Li Y, Wu J, Cao Z. Childhood sunburn and risk of melanoma and non-melanoma skin cancer: a Mendelian randomization study. Environ Sci Pollut Res Int. 2023;30(58):122011-122023. doi:10.1007/s11356-023-30535-3

Articolo a cura del Dr. Matteo Bevilacqua – Medico Chirurgo Specializzato in Dermatologia e Venereologia