Emorroidi e prolasso emorroidario, ecco come affrontare il problema

CHE COSA SONO LE EMORROIDI ?

Le emorroidi sono dei cuscinetti di tessuto vascolare, legati a dilatazione abnorme dei plessi venosi, situati nel canale anale e nella parte finale del retto. I cuscinetti emorroidari ricoprono un ruolo fondamentale nel mantenimento della continenza fecale; altresì le emorroidi svolgono una funzione di protezione sfintere anale durante il passaggio delle feci.

PIU’ CORRETTO PARLARE DI MALATTIA EMORROIDARIA

Di norma non ci si rende conto della presenza di questi cuscinetti vascolari ma, in determinate situazioni, le emorroidi possono gonfiarsi provocando i sintomi della malattia emorroidaria. Generalmente la parola “emorroidi” è usata in maniera impropria al posto di “malattia emorroidaria” o “patologia emorroidaria”, per spiegare una specifica situazione patologica, in cui i vasi emorroidari si dilatano oltremisura sino allo sfiancamento e alla congestione, ovvero all’indebolimento e alla perdita di elasticità. La malattia emorroidaria si presenta in particolare fra i 45 e 65 anni.

Si parla di malattia emorroidaria nel momento in cui i cuscinetti di tessuto emorroidario aumentano il proprio volume e prolassano congiuntamente alla mucosa rettale, cioè fuoriescono dal canale anale. Così come quando diventano sede di congestione ed ematomi e iniziano a sanguinare oppure quando al loro interno si genera un coagulo di sangue pruriginoso, ossia un trombo, che causa dolore.

TIPOLOGIE DI EMORROIDI

E’ possibile classificare le Emorroidi in Emorroidi Interne o Emorroidi Esterne a seconda della posizione in cui si trovano.

Parliamo di  Emorroidi Interne se queste sono posizionate all’interno del retto, e di Emorroidi Esterne se al contrario si trovano al di sotto della cute intorno all’ano.

Le “emorroidi interne” trovandosi all’interno del retto, generalmente non provocano grossi disagi. Tuttavia, un eventuale sforzo durante la defecazione può danneggiare la superficie causando sanguinamento ed essere alla base di uno scivolamento dei cuscinetti emorroidari verso l’esterno, generando quindi uno stato d’ irritazione e dolore. In questo caso parliamo di Emorroidi Sporgenti o Prolasso del plesso emorroidario .

Le “emorroidi esterne” invece, sono posizionate sotto la pelle che si trova intorno all’ano. Quando sono irritate possono cagionare prurito o sanguinamento. Non è da escludere la creazione di un coagulo di sangue (trombo) con successivo gonfiore, infiammazione e dolore.

 STADI DI GRAVITA’ DELLA MALATTIA EMORROIDARIA

In ambito medico la malattia emorroidaria è suddivise in quattro stadi in base alla gravità del quadro clinico:

Primo stadio: vi è l’incremento di volume di uno o più cuscinetti emorroidari con fastidio, prurito e possibile sanguinamento in occasione dell’evacuazione;

Secondo stadio: si verifica il prolasso emorroidario iniziale (fuoriuscita delle emorroidi dal canale anale) esclusivamente durante la defecazione, con successiva riduzione spontanea. Tale situazione può comportare fastidio, stato pruriginoso e sanguinamento.

Terzo stadio: il prolasso emorroidario necessita di una riduzione manuale. La sintomatologia prevede fastidio, prurito, sanguinamento, dolore e lieve incontinenza fecale.

Quarto stadio: il prolasso è permanente e non si può porre rimedio manualmente. Tale evenienza comporta dolore, prurito intenso, costante incontinenza fecale.

TRATTAMENTO DELLA MALATTIA EMORROIDARIA 

Il trattamento della malattia emorroidaria e delle sue complicanze si compone di vari passaggi, in base alla gravità dei sintomi. In primis prevede un cambiamento dello stile di vita, prescrizione di una terapia media, uso di tecniche chirurgiche mini – invasive o propriamente chirurgiche, qualora lo stato della malattia o la mancanza di miglioramento dei sintomi lo richiedesse.

Trattamento dietetico – igienico alimentare: è molto importante sia nella fase di prevenzione, sia come inizio di trattamento in ogni stadio della patologia. I mutamenti dello stile di vita comprendono infatti tutta una serie di accorgimenti dietetico-comportamentali che hanno lo scopo di diminuire il rischio di peggioramento della malattia emorroidaria e quindi, un’attività di prevenzione può allontanare eventuali complicanze. Questi cambiamenti si concretizzano in una dieta ricca e completa con apporto idrico e di fibre. Una dieta equilibrata ha il fine di regolarizzare l’avo con defecazioni fisiologiche, senza sforzi eccessivi.

Terapia medica: la terapia medica consiste in un numero rilevante di principi attivi che possono essere assunti. Il loro scopo è intervenire per lenire i sintomi causati dallo stato infiammatorio locale ed agevolare un miglioramento del trofismo del tessuto vascolare emorroidario. La terapia medica pur non andando a mutare la storia naturale della patologia, può avere un rilevante ruolo di prima linea nelle fasi acute della malattia emorroidaria o in previsione di un trattamento chirurgico più estremo. È consigliata nei prolassi muco emorroidari di primo e secondo grado, con sintomatologia e sanguinamento modesti; talvolta è indicata anche nel terzo grado. È inoltre usata con buoni risultati nelle fasi pre e post intervento.

Trattamento medico locale: consiste nell’applicazione, all’interno del canale anale, di gel, creme, pomate, supposte o schiume con funzione antalgica, antinfiammatoria, antiedemigena o flebotonica. Ciò comprende sia prodotti a base di cortisonici che di anestetici locali che tuttavia non devono essere utilizzati per periodi estesi.

Trattamento medico generale: si concretizza nell’utilizzo di farmaci ad azione antiedemigena, flebotonica e antinfiammatoria; sono soprattutto prodotti a base di estratti naturali.

Terapia parachirurgica o ambulatoriale: consiste in diversi metodi, più o meno efficaci per la risoluzione dei vari disturbi della patologia emorroidaria e utilizzabili solamente nei casi di Mucosal Rectal prolapse e Mucosal Haemorrhoids.

Di seguito elenchiamo diversi metodi para-chirurgici o ambulatoriali

  • Legatura elastica delle emorroidi
  • Crioterapia;
  • Coagulazione a raggi infrarossi;
  • Terapia sclerosante;
  • Legatura dell’arteria emorroidaria;
  • Fotocoagulazione;
  • Terapia chirurgica.