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La tecarterapia nelle patologie articolari

La tecarterapia (Trasferimento Energetico Capacitivo-Resistivo) è un metodo terapeutico che non causa dolore e non è invasivo. Esso è fondato sul trasferimento del calore umano.

Il ricorso alla Tecarterapia è molto noto e apprezzato nel trattamento di numerose problematiche, fra cui le patologie articolari di spalla (tendiniti), gomito (epicondilite, e pitrocleite), mano (tendinite, rizoartrosi), anca (coxartrosi, entesopatia trocanterica), piede (tendinite, tallone d’achille, fascite plantare, distorsione). È indicata anche per patologie muscolari, come contratture, strappi e stiramenti, e rachialgie come cervicalgia, dorsalgia e lombalgia.

Il calore agevola l’aumento dell’afflusso ematico con conseguenti benefici per il nutrimento e l’ossigenazione delle cellule, quindi facendo da stimolo ai processi di riparazione. Esso accelera anche l’eliminazione di tossine dall’area interessata dalla lesione. È tuttavia noto che un riscaldamento locale genera non solo effetti diretti sulla parte trattata ma anche conseguenze indirette e non necessariamente uguali nelle aree circostanti a quella lesionata. La tecarterapia, a tale proposito, sfrutta una forma differente di interazione elettromagnetica con le giuste caratteristiche di potenza, frequenza e lunghezza d’onda per cui il riscaldamento è generato direttamente all’interno dei tessuti interessati, consentendo una distribuzione del calore omogenea, uniforme e tollerabile dal paziente. I risultati in profondità sono pertanto raggiunti senza che la superficie cutanea sia attraversata da alcuna forma diretta di energia riuscendo in questo modo ad intervenire su patologie prima inaccessibili.

In altre parole, l’effetto più importante della tecarterapia è la vasodilatazione locale con incremento del flusso ematico, dell’apporto di ossigeno e con esso delle reazioni metaboliche locali fungendo da stimolo per la riduzione dell’edema e dello spasmo muscolare con conseguente diminuzione del dolore a livello muscolare e tendineo.

È importante evidenziare che uno dei fattori più importanti per avere tali riscontri fisiologici, è l’entità dell’incremento di flusso ematico prodotto. Per questa ragione, l’esecuzione della metodica a massaggio agevola a favorire e aumentare l’apporto ematico a livello locale.

Quando si svolge il trattamento di passaggio delle onde elettromagnetiche, i tessuti più profondi possono raggiungere temperature comprese fra i 38 e i 41 gradi centigradi, mentre nella maggioranza dei casi i tessuti superficiali (cute e grasso) restano a temperature simili a quelle corporee.

La tecarterapia è un metodo: non invasivo, in quanto viene eseguito con l’apporto di speciali manipoli capaci di trasferire in maniera selettiva l’energia nel corpo; indolore, trattandosi di un massaggio manuale durante il quale viene trasferita energia che il paziente percepisce come un gradevole calore; efficace generando rilassamento dei muscoli, drenaggio linfatico, drenaggio dell’edema e quindi riducendo il dolore; duratura nel tempo.

Le sedute di tecarterapia ha una durata variabile, in base all’ampiezza e alla profondità della parte da trattare, dalla massa di tessuto sovrastante e dalle condizioni fisiologiche soggettive. Il numero di sedute varia  a seconda della patologia da trattare, generalmente va dalle cinque alle otto. Il paziente solitamente riscontra i risultati del trattamento già a partire dalle prime sedute con un’importante riduzione del dolore e graduale recupero funzionale.

Le principali controindicazioni sono le medesime valide per l’applicazione di calore quali infezioni, deficit di sensibilità per il quale il paziente non riesce a percepire o comunicare la sensazione di eventuale dolore, disturbi di coagulazione e tromboflebiti. La tecarterapia non è indicata anche in caso di gravidanza e in persone che hanno pace-maker o neoplasie.