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Come trattare i sintomi dell’artrosi cervicale

L’artrosi cervicale, nota anche come “cervicartrosi” o “spondilosi cervicale” è una malattia comune generalmente connessa all’età. Essa interessa il rachide cervicale e si presenta mediante la degenerazione dei dischi intervertebrali cervicali oppure a causa di patologie congenite alla colonna vertebrale.
L’artrosi cervicale di solito si sviluppa a causa dell’usura della cartilagine e delle ossa.
Di solito, questa malattia si verifica perlopiù in persone intorno ai sessant’anni.

Cause
La spondilosi cervicale si manifesta sovente a causa di mutamenti delle articolazioni del collo durante l’età. L’ernia discale, la disidratazione e gli speroni ossei sono tutte risultanze del progressivo invecchiamento.
Vi sono diversi fattori di rischio in grado di incrementare la possibilità di artrosi cervicale. Fra questi:
• lesioni al collo;
• artrite reumatoide;
• attività connesse al lavoro che sollecitano il collo a causa del sollevamento di pesi;
• posizione errata del collo per periodo prolungati;
• reiterazione di movimenti durante la giornata (stress ripetitivo);
• fattori genetici;
• fumo;
• sovrappeso e inattività.
Al fine di eseguire la diagnosi, attraverso esame anamnestico e neurologico, si procede di solito con radiografie cervicali, TAC, risonanza magnetica o elettromiografia.
L’artrosi cervicale può colpire anche persone giovani, prima dei trent’anni.

Sintomi
Alcune persone che registrano questa problematica, in alcuni casi non avvertono sintomi. In altri casi gli elementi sintomatici sono ben precisi:
• cefalea e mal di testa;
• dolore generalizzato delle strutture nervose;
• vertigini;
• collo rigido;
• cervicalgia – dolore al collo;
• torcicollo;
• discopatia;
• problematiche nell’equilibrio;
• nevralgia;
• sindrome dell’articolazione temporo-mandibolare;
• dolore irradiato.

La colonna vertebrale si compone di ventiquattro ossa, denominate vertebre. Esse sono impilate l’una sull’altra e si collegano per dare vita ad un canale che protegga il midollo spinale. Le sette piccole vertebre che iniziano alla base del cranio e compongono il collo comprendono la colonna cervicale. Altre parti della colonna vertebrale includono: midollo spinale e nervi, le cui radici nervose si diramano dal midollo spinale attraverso le aperture nelle vertebre (forame); dischi intervertebrali che fungono da ammortizzatori quando si cammina o si corre. I dischi intervertebrali hanno forma piatta e rotonda con uno spessore di circa mezzo pollice. Essi sono composti da: annulus fibrosus, ovvero l’anello esterno resistente e flessibile del disco, e nucleus pulposus, cioè il centro morbido e gelatinoso del disco.
I dischi della colonna vertebrale, quando gradatamente invecchiano, perdono altezza e cominciano a gonfiarsi. Essi perdono anche il contenuto d’acqua, iniziano a seccarsi e indebolirsi. Questa problematica cagiona l’assestamento o il collasso degli spazi su disco e la perdita dell’altezza dello spazio su disco. Quando le articolazioni delle faccette subiscono un progressivo incremento della pressione, parte la degenerazione e si sviluppa l’artrite. Una dinamica simile accade nell’articolazione dell’anca o del ginocchio. La cartilagine articolare liscia, scivolosa che copre e protegge le articolazioni si usura. Qualora la cartilagine si usurasse totalmente, può causare sfregamento osseo sull’osso. A tale proposito, per compensare la cartilagine ormai persa, il corpo può rispondere facendo crescere nuovo osso nelle faccette articolari per agevolare a sostenere le vertebre. Questa crescita oltremisura dell’osso denominata anche sperone osseo, con il trascorrere del tempo, può far diminuire lo spazio per il passaggio dei nervi e del midollo spinale (stenosi).

Esame fisico
Dopo essersi soffermato sull’anamnesi, il medico procederà con un esame approfondito del collo, delle spalle, delle braccia e, sovente, delle gambe. Questa procedura è effettuata tramite una serie di test con i quali si ricercano problematiche o mutamenti in:
• forza: braccia, mani e dita;
• sensazione al tatto;
• riflessi;
• flusso sanguigno;
• flessibilità: collo e braccia;
• andatura
Il medico, talvolta, fa pressione in maniera delicata anche sul collo e sulle spalle intercettando la presenza di trigger point o ghiandole gonfie. Inoltre, durante l’esame fisico, al paziente sono rivolte domande per comprendere meglio i sintomi e le lesioni che interessano il collo.

Trattamenti
Esistono diversi trattamenti in grado di lenire il dolore e la rigidità. A volte, lo specialista per effettuare una diagnosi approfondita, dopo una radiografia della colonna cervicale, può richiedere anche una TAC del rachide cervicale prima di segnare i trattamenti che ritieni più indicati.
Dopo aver diagnosticato l’artrite cervicale, si può optare per diversi trattamenti di fisioterapia. Fra i principali ci sono:
• tecarterapia;
laserterapia;
• crioterapia;
ultrasuoni;
• massoterapia;
• digitopressione;
• terapie manuali;
osteopatia;
• posturologia;
• idroterapia e agopuntura cervicale.
Nella maggioranza dei casi, per trattare l’artrosi cervicale non si fa ricorso alla chirurgia. Le ipotesi di trattamento non chirurgico sono:
fisioterapia: la terapia fisica solitamente è il trattamento iniziale non chirurgico che il medico prescrive. Esercizi specifici possono lenire il dolore, oltre a rafforzare ed allungare i muscoli indeboliti o in tensione. In alcuni casi, la terapia fisica può includere la terapia posturale o il ricorso alla trazione per allungare gradualmente le articolazioni e la muscolatura del collo. I programmi di terapia fisica mutano in durata ma solitamente variano dalle sei alle otto settimane.
• Farmaci: durante la fase iniziale del trattamento, lo specialista può segnare vari farmaci da usare per contrastare sia il dolore che lo stato infiammatorio.
• Assunzione di paracetamolo che lenisce il lieve dolore. Si può fare ricorso anche a farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS), spesso consigliati insieme al paracetamolo. I FANS come l’ibuprofene e il naprossene sono classificati come farmaci molto indicati per i problemi al collo. Prodotti farmaceutici rilassanti come la ciclobenzaprina o il carisoprodolo possono essere utilizzati per fronteggiare gli spasmi muscolari dolorosi.
• Ghiaccio e calore. I sintomi possono essere alleviati anche con l’utilizzo di ghiaccio, calore e massaggi.
• Iniezioni a base di steroidi: più di qualche paziente trova sollievo con iniezione di steroidi. Fra le procedure più ricorrenti per il dolore al collo c’è il blocco epidurale cervicale con cui la medicina steroidea è iniettata nello spazio accanto alla copertura del midollo spinale, cioè lo spazio epidurale. Questa pratica è generalmente usata per il dolore al collo e/o al braccio che può essere legato ad un’ernia del disco cervicale, conosciuta anche come radicolopatia o nervo pizzicato.
È molto consigliato che la persona nei periodi di non riacutizzazione della patologia, faccia una moderata attività ginnica per mantenere costantemente mobili le articolazioni.